Ave villici!
Settimana enfia di spunti di riflessione e gag memorabili, quindi non perdiamo tempo e senza ulteriori indugi caliamoci subito nel dorato mondo di Cialtronia.
Come ormai abitudine parliamo subito del frizzante mercato della Serie A, che credevo ormai in fase di ristagno e che invece ha avuto una accellerata che mi ha sinceramente colto di sorpresa.
Bologna ha comunicato l’ingaggio del giovane pitcher cubano Bermudez, un altro prospetto con ottime potenzialità da allevare e far crescere. Sperando che l’esperienza del giovane neoacquisto bolognese non ricalchi l’esperienza di Carbo, notoriamente una brutta persona, come ci fu insegnato lo scorso anno dopo la fuga dalla verde Maremma. Non sembra un pitcher dominante, anche rapportandolo alle stats dei cubani venuti in Italia lo scorso anno, vedremo.
In Maremma invece si sprecano le novità: il BBC rende noto l’ingaggio del neo-AFI (su questo ci torniamo più avanti) Exposito, 26enne ricevitore che ha già giocato a Castelfranco, Macerata e Rovigo. Battitore che sembra in grado di garantire una decente produzione offensiva e che dietro il piatto lo scorso anno ha concesso 8 base rubate su 19 tentativi, commettendo 2 errori. Oltre al terzo ricevitore (oltre che Cinelli e Deotto), il BBC comunica anche l’ingaggio del jolly Zalm, acquisto suggerito dall’esterno Tomjansen: due stagioni dimenticabili in Rookie League con i Brewers, poi campionato di Curacao, che onestamente non so valutare bene. Pare più uno in più per fare numero che altro, ma lieto di essere smentito.
Sempre rimanendo nella selvatica Maremma intanto l’altra formazione cittadina ha presentato il logo, disegnato dagli studenti delle scuole superiori. Bella l’iniziativa per coinvolgere un po’di più il tessuto cittadino, che ormai pare aver di fatto dimenticato il baseball, bella anche l’idea di regalare abbonamenti ai giovani finalisti. Devo dire che il logo prescelto mi lascia un po’perplesso (de gustibus, dicevano in Ungheria, del resto) oltre che sul lato estetico stona un po’ il “since 1952” sotto il logo stesso. Scelta discutibile, ma tant’è.
In una trasmissione della testata sportiva grossetosport.com dedicata al baseball il buon Claudio Banchi ha trovato modo di ironizzare sul “since 1952” dei concittadini, facendo finta di non sapere che l’attuale BBC è un innesto del fu Jolly Roger di Castiglione della Pescaia, dato che il vero BBC (quello davvero “since 1952”) giace morto e sepolto grazie alle sapienti cure dei primi anni ’00, quando c'era da vincere gli Scudetti e le Coppe dei Campioni, che tanto bene hanno fatto per la proliferazione del baseball in città. Come si chiamava il Presidente dell'epoca?
A proposito del baseball grossetano ho appreso che la prima giornata di campionato, che mette di fronte le due compagini maremmane, sarà subito all’insegna del dadaismo che tanto successo riscuote nel nostro piccolo ambiente. Il doppio incontro infatti si svolgerà con l’inversione di campo: Gara 1 alle 20 allo Jannella il 12 Aprile, mentre Gara 2 alle 13 (tredici!) di Domenica. Tafazzismo in purezza, no? Non so, proviamo ad indovinare l’affluenza di pubblico all’ora di pranzo di Domenica? 25 persone? Io non so come mai si cerchi sempre la soluzione più infelice, in qualsiasi campo e per qualsiasi problematica: quale che sia la motivazione, se l’alternativa era questa, non era più dignitoso giocare ambedue le gare allo Jannella, visto che oltretutto stiamo parlando di un derby cittadino?
Dando un’occhiata al calendario consultabile sul Regio Sito pare che la proposta federale di inversione di campo nello stesso weekend non abbia riscosso un gran successo, personalmente mi pareva una buona cosa, ma dando la possibilità di deroga alle società era ovvio che sarebbe andata così. Anzi, vista l’irresponsabilità dilagante sono anche sorpreso di vedere che in talune occasioni sia stato effettivamente messo in atto.
Tornando al mercato Macerata ingaggia il pitcher 21enne Rojas, reduce da 4 stagioni di Summer League e due inning disastrosi nella Winter League venezuelana. Si tenta poi la via dell’esotico con Pascoli e Oldano, addirittura due italiani tutti insieme. Parma invece conferma il prima base Ascanio.
Sul Regio Sito intanto ci vengono date alcune informazioni in più su quel che apprendiamo essere il “Progetto Sviluppo 10-14” (mica caccole, ragazzi!), sembra più un articolo buttato là per placare le polemiche sulla famosa vicenda delle convocazioni al Torneo di Oviedo che altro. Ne avevo scritto anche io qualche settimana fa. Questa settimana, finalmente, viene illustrato anche a noi popolaccio la vera essenza del tutto. Lo staff della Nazionale U12, che lo scorso anno si dimise in polemica aperta con la FIBS (avendo, a mio modestissimo avviso, anche una buona fetta di ragione), è stato folgorato per la via di Damasco. “È stato il presidente Mazzieri a farci cambiare idea, convincendoci a riprendere il percorso con un progetto reale e a lungo termine”, viene detto. Se leggete l’articolo
vi invito a cercare di capire quale sia il progetto “reale e a lungo termine”, dato che si legge – altrimenti poi sono io che mistifico - “Attualmente, il costo di queste attività è a carico delle famiglie”, ma del resto “collaboreremo con tutte le società che lo vorranno per iniziative simili“ “alcune saranno aperte a tutti gli atleti interessati a giocare di più fino ad esaurimento posti, mentre per altre daremo priorità a quelli che avremo valutato essere i prospetti per quella fascia di età”.
Cazzo che progettone! In poche parole i coach della Nazionale si rendono disponibili ad accompagnare selezioni assemblate ipoteticamente in base al "chi prima arriva meglio alloggia", mentre in altre inviteranno a partecipare atleti di loro interesse (dietro pagamento delle famiglie, par di capire, la FIBS copre solo i costi dei tecnici). Un bel progetto, meticoloso, non c’è che dire. Mi immagino lo studio che deve esserci stato dietro e quale coraggio si stato necessario per mettere in moto questa portentosa rivoluzione copernicana.
Peraltro, se l'obbiettivo è far giocare di più i ragazzi, tutti, ci sarebbe anche un’altra soluzione, addirittura a costo zero per la FIBS (anzi, con le tasse gara forse ci si potrebbe anche ricavare due lire) e a carico sempre delle famiglie o delle società: fare dei campionati presentabili e non questi aborti di tornei da 10 partite quando va bene. Eppure questa opzione non viene mai in mente, nemmeno se ne parla o si studia un qualcosa, almeno per iniziare. Si vanno a cercare i tornei ad Oviedo o a Vergate sul Membro, ma applicarsi un minimo per rendere appena appena più seria l’attività giovanile federale proprio non rientra nei piani. “More of the same”, dicono quelli che hanno fatto il militare al WBC, e allora avanti così, con indifettibile fiducia per un raggiante avvenire.
Un post nel gruppo Facebook “Casabase” mi ha colpito, lo riporto: “Allena: il mini, l’under 12, l’under 15, l’under 18, la prima squadra e il softball. Nonostante ciò, la mattina va nelle scuole a dare lezioni di baseball ai ragazzini…..Ed ora anche manager della little league Lombardia.!”
Accipicchia che stakanovista, ci manca che faccia anche il massaggiatore, l’osteopata ed all’occorrenza il servo-pastore e poi fa tutto lui. Guardo per curiosità di che società si parli e scopro essere il Brescia Baseball, nella quale è VicePresidente (almeno stando al Regio Sito) Sbardolini, neoconsigliere Federale. Non che sia una novità, il tecnico straniero da noi è importante che sia “tanto” prima ancora che bravo. Tutte le giovanili, la prima squadra, il softball e magari anche a sistemare il campo, mettere a posto lo spogliatoio, portare fuori il cane di qualcuno e andare a fare la spesa per i genitori tanto tanto impegnati. Nulla di personale con Brescia o Sbardolini ovviamente, è un’antica usanza del nostro sport, probabilmente riscontrabile da Bolzano a Ustica, il post poteva essere di svariate società sparse per la penisola.
Capitolo Nazionale: ho letto un articolo tutto incentrato sull’onore di giocare con la maglia azzurra, cosa che dovrebbe passare oltre anche al mero aspetto economico, in quanto tanta è la gloria che farne questione economica è da persone cafone ed ingrate. Io condivido in pieno il messaggio di fondo: basta pagare gli atleti, specialmente quelli che andiamo a raccattare in giro per il mondo e che si vedono solo nella settimana dell’evento. Paghiamo solo il Presidente Federale, il Manager, i preparatori e basta. Agli altri la gloria e l’onore, perdio, basta con queste pretese, come insegna il TAG a fondo pagina che torni l’ardore di #giocareperlapatria (pori brodi…).
Ah, visto che è almeno la terza volta: ChatGPT è tanto comodo per scrivere articoli, però si dovrebbe sapere che esiste anche
uno, se insospettito dal tono algido e freddo del testo, fa un veloce copia&incolla, poi clicca su “Detect Text” e scopre che anche a sto giro l’articolo lo ha scritto quasi interamente l’AI. Poi liberissimi di continuare, ci mancherebbe: il giornale che leggo quotidianamente ha proprio di recente iniziato a pubblicare edizioni interamente redatte dall’AI. Solo che almeno loro lo scrivono chiaramente.
Sono state girate, almeno alle Società di B e C, alcuni chiarimenti sulla regola AFI e l’impiego di U-18: nel PDF si possono leggere diverse cose interessanti. Partiamo dalla definizione, il Quarto Segreto di Fatima durante la campagna elettorale: “Atleta senza distinzione di cittadinanza con almeno 3 anni di tesseramento anche non consecutivo entro l’anno solare in cui compie il 23° anno di età. Per tutti i nuovi tesserati dal 2022 in avanti, l’acquisizione dello stato AFI avverrà se maturerà 4 anni di tesseramento, anche non consecutivi, entro il 21° anno di età.” Alè, anche norme retroattive, sempre un bel vivere e che fanno sempre un gran bene a qualsiasi contesto siano applicate, sintomo di una certa salute. Una manna per un esercito di mezze calzette che con un semplice comma si ritrovano ad essere ancora più ambiti dalle società, sempre più alla canna del gas per metterne in campo 9. Manifesto pregrammatico della rifondazione mazzieriana e dell'attenzione per il vivaio il passaggio "Dalla stagione 2025, dietro richiesta da far pervenire all’Ufficio Tesseramenti, lo status di AFI verrà riacquisito dagli atleti OVER 38, che tesserandosi tra il 2018 e il 2024 risultavano non AFI." Come ci insegnò Bissa ai tempi delle polemiche Facebook con Comelli, stona non aver sentito dire alcunchè ai Rappresentanti degli Atleti, ma transeat.
Ah, a proposito di quei mesi insaziabili: una domanda, che mi ronza in testa da diverso tempo. Ma queste retromarce su AFI, oriundame vario e tutto il resto da cosa scaturiscono? Mi spiego meglio: il gruppo "Conto Pieno" per mesi ha girato l'Italia parlando con le società, con gli addetti ai lavori e blablabla. In base a quel primo giro, ci dissero, fu scritto il programma (che nessuno ha avuto modo di leggere) e furono fatte le proprie proposte. Ora, dato che queste proposte sono l'esatto contrario di quanto dichiarato per mesi delle due l'una: non vi siete capiti quando parlavate con le società o sono state raccontate novelle di proposito? Giusto per saperlo, mica per altro. Ad esempio: la storia di far finta che un oriundo mai stato in Italia fino a oggi domani sia buono per la partita AFI, non l'avevano capita durante il tour o l'hanno raccontata diversa?
C’è poi lo sketch dell’AFI omeopatico, si legge infatti “Fino al 18° anno di età gli atleti NON AFI possono essere utilizzati alla stessa stregua degli atleti AFI pur non acquisendone lo status. Si tratta ESCLUSIVAMENTE di atleti che NON necessitano di qualsivoglia tipo di visto e permesso di soggiorno per rimanere sul territorio italiano”. Sembra AFI ma non è, serve a darti l’allegria! Ironia a parte, su questo mi pare che sia meno criticabile la decisione federale: fare discriminazione su ragazzini di 15-16-17 anni sarebbe davvero infame. Per i minorenni, salvo altri obblighi di legge, non vedrei grossi ostacoli nemmeno per i cittadini extra-UE, devo essere sincero: per la composizione della società odierna e del tessuto urbano di molte città non sarebbe una cosa stupida, a mio modesto avviso. Magari mettere un vincolo di residenza al 31.12 dell’anno precedente potrebbe evitare qualche tipica overdose di drogati da oriundanza varia, perchè c'è da scommettere che qualche fenomeno arriverà anche a questo.
Intanto, almeno per la B, in Gara2 campo libero al pitcher non-AFI comunitario (leggasi, salvo rarissime eccezioni, euro-oriundo venezuelano o simile da due soldi e una lira), come diceva Carcarlo Pravettoni: “E il livello si impenna!”. E la Scuola Italiana rinasce, peraltro.
So che molte società sono in agitazione per la norma degli U18, ma faccio fatica a unirmi agli alti lai che ho letto nel corso di queste settimane: se una società di C è in iperventilazione per dover schierare un U18 a lineup davvero, per conto mio, è bene che chiuda. Non so che altro obiettivo, quale altra mission, debba avere una Serie C se non quello di avviare al gioco i ragazzi più svantaggiati dal punto di vista tecnico, con l’obiettivo di migliorarli, passo dopo passo, mettendoli di fronte al livello più basso possibile in fascia “seniores”. Se la Serie C deve essere lo sfogatoio di qualche gruppo di dopolavoristi quarantenni vuol dire che qualcosa di fallato c’è. Posso capire la tempistica stretta, con la decisione calata dall’alto (e raccontata diversamente in campagna elettorale, ricordiamolo) a inizio Dicembre, ma si torna lì: se una società di C non ha a roster, di suo, 2-3 ragazzi 17enni ma perché non chiude o si dedica direttamente all’amatoriale, magari anche smarcandosi dalla FIBS e dai suoi lacciuoli (esiste la UISP, lo CSEN e tutto quel che volete, come circuito parallelo)? Che poi la norma preclude il passaggio nella serie superiore, non altro: non hai 2 17enni a roster e vuoi andare in B a fare il doppio incontro in singola giornata con trasferte di centinaia di km o, Dio non voglia, in SARDEGNA? Io la vedo così, capisco che per dire a Isernia (sparo a caso) sia già un’impresa trovarne 9 per fare una squadra, ma il futuro te lo garantisce un settore giovanile, non una Serie B conquistata con 7 ultra40enni marci.
Tanto vi dovevo, masse. A presto sentirci.
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